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Latte e cancro ci sono relazioni - Cagnazzo Blog

Latte e cancro: ci sono relazioni?

Si sa che una dieta squilibrata è alla base di circa un terzo dei tumori. Inevitabile, dunque, che la comunità scientifica si ponesse alcune domande circa le possibili relazioni tra i consumi di latte e i vari tipi di cancro.

Il latte e i suoi derivati hanno rappresentato e tutt’oggi rappresentano un alimento importante della dieta umana, specialmente nel mondo occidentale, in quanto forniscono numerosi nutrienti. Ma come avviene per altri alimenti anch’essi presentano dei pro e dei potenziali contro per la salute umana. Molti costituenti del latte, infatti, esercitano effetti sia preventivi che induttivi nei confronti di diversi tipi di cancro.

Tra i nutrienti del latte che hanno effetti preventivi del tumore annoveriamo:
vitamina D: riduce la proliferazione cellulare, potenzia la differenziazione cellulare, inibisce le metastasi, induce apoptosi (o morte cellulare programmata);
CLA (acido linoleico coniugato): induce l’espressione dell’apoptosi;
Acido butirrico: promuove la vitalità delle cellule della mucosa intestinale e inibisce la proliferazione delle cellule cancerose;
Lattoferrina: ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti;
Calcio: protegge dagli acidi biliari secondari che hanno effetto proliferativo, diminuisce la proliferazione cellulare, riduce gli effetti mitogenici ed antiapoptotici del paratormone;
Proteine del latte: soprattutto quelle del siero aumentano i livelli dell’antiossidante glutatione e stimolano la risposta immunitaria.

Gli effetti induttivi del tumore da parte del latte e suoi derivati sembrano dovuti a:
IGF-1 (fattore di crescita insulino- simile): stimola la crescita tumorale;
Estrogeni: aumentano l’attività mitotica e l’errore durante la replicazione del DNA;
Acidi grassi saturi: aumentano la divisione cellulare, attivano i protoncogeni, inattivano i geni soppressori del tumore;
Contaminanti (pesticidi, farmaci, micotossine, inquinanti ambientali, additivi, ecc.): sono potenziali stimolatori della carcinogenesi.

Tuttavia non servono i divieti inutili. Ad oggi, infatti, non esistono evidenze scientifiche forti che colleghino il latte e derivati allo sviluppo di tumori. Lo studio più ampio mai effettuato sulla dieta e il cancro mostra nei confronti del latte azioni contrastanti. Ci sono diverse prove che segnalano un probabile effetto protettivo del latte e dei suoi derivati rispetto al tumore del colon-retto; simili, seppur parziali, i riscontri riguardanti il rapporto tra il consumo di latte e il rischio di insorgenza di un tumore alla vescica. Quanto al cancro alla prostata, una metanalisi pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato un rischio più alto di sviluppare la malattia tra i consumatori di dosi maggiori di prodotti lattiero-caseari (tra l’altro, lo studio mostra come una dieta molto ricca di calcio, indipendentemente dalla fonte di questo minerale, sia fortemente legata allo sviluppo di questo tipo di tumore). Appare molto improbabile che il consumo in dosi adeguate di latte e latticini possa condizionare la comparsa del tumore al seno. Prudenza è invece raccomandata con i derivati del latte ricchi in grassi alle donne già colpite da un tumore al seno. Uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute ha infatti evidenziato un rischio più alto di incorrere in una recidiva, tra le consumatrici più assidue.

In conclusione, eliminare latte e latticini dalla dieta non è necessario, se il consumo è moderato e non si è intolleranti al lattosio. Evitiamo le semplificazioni, perché quello che conta non è il singolo alimento ma la qualità complessiva della dieta.

Fonti:
– Effects of Milk and Milk Products Consumption on Cancer: A Review. H. Davoodi, S. Esmaeili, and A.M. Mortazavian. Vol.12,2013
– Fondazione Veronesi.

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Francesco Cagnazzo

Laureato in Farmacia ed in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana è specializzato in nutrizione applicata all’esercizio fisico e allo sport. Ha maturato esperienze pratiche nella gestione nutrizionale sia in ambito clinico che sportivo, in Italia e all’estero (USA e UK). Lavora come Biologo Nutrizionista e come formatore sia a livello nazionale che internazionale.

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Autore: Francesco Cagnazzo

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